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Lombok

Toba lake

Ngandong

Bromo crater

Lunch

Honda Supra fit

Ijen vulcan

Rise fields

Bensin

Slamet vulcan

On the road

Da Bangkok a Lombok in scooter, km indonesiani

Porto di Tanjungbalai, costa nordorientale di Sumatra; è dove sbarco dopo l’attraversata in battello dalla Malaysia, in cerca dell’ultimo scooter con cui percorrere i restanti 3000 km che mi separano da Lombok.

Le attenzioni e i continui saluti che ricevo per strada mi procurano un misto tra il compiacimento e l’asfissia, da quanto siano incalzanti, facendomi realizzare quanto su questa parte di isola, siano disabituati a trovarsi di fronte ad un occidentale. Sono fortunato nel trovare un alloggio per la notte, meno nella ricerca dello scooter.

Con un passaggio in auto salgo a Medan, dove  un venditore mi propone una Honda Supra fit del 2004, la versione più moderna e decisamente messa meglio di quella con cui ho attraversato la Thailandia. Il prezzo è un affare non esito un minuto, comprata, e mi portero’ il dubbio fino alla fine del viaggio , fortunatamente irrisolto, di dove si nasconda la fregatura.

Zaino in sella e destinazione Toba, l’immenso lago vulcanico. Il battesimo con le strade di Sumatra e’ probante, buche pozzanghere e auto che incrociando nei sorpassi mi obbligano a rasentare il ciglio della carreggiata. Un tuffo di un paio di giorni nella quiete del lago e via verso Bukittinggi, nel centro di Sumatra per proseguire poi a Padang sulla sua costa occidentale.

Da qui fino allo stretto della Sonda per traghettare a Java, 1200 km d’asfalto e buche superando colline, villaggi, palmeti,branchi di scimmie, piantagioni di caffe’, commercianti di durian, il fetido ma prelibato frutto. Visi straniti quando mi vedono passare nei loro villaggi, volano i saluti. Molte piogge e poche docce, anche perche’ nei bagni ci si lava usando il caratteristico mandi, un cubo di cemento piastrellato e colmo d’acqua che si attinge con un mestolo. L’acqua e’ fredda, l’ambiente diversamente pulito, il lavarmi dopo una giornata di viaggio diventa necessita’-suplizio.

Raggiungo Lampung, il punto piu’ a sud di Sumatra e in un paio d’ore di traghetto sono a Java, la prima tappa Carita: spiaggia con vista sul tragico vulcano Krakatoa. Da li Natale a Bogor e l’indomani partenza per Tasikmalaya, la tappa piu’ lunga e stancante: 12 ore in sella e pioggia a volonta’. In mattinata raggiungo la periferia della caotica Bandung, nel primo pomeriggio sono ancora bloccato nel traffico in uscita dalla citta’. Camion, bus, auto fermi in colonne; centinaia di motorini hanno intasato ogni passaggio. La pioggia diventa insistente e l’unico modo per muoversi e’ una manovra fuori codice stradale: sollevo lo scooter su un marciapiede rialzato e sfreccio fino al punto in cui il traffico lascia lo spazio ad una gigantesca pozza di 200 metri che ha allagato il passaggio. Qualcuno tenta ugualmente l’attraversata in motorino, mi aggrego e scopro le qualita’ anfibie dell’Honda; guado e finalmente in serata raggiungo un tetto e un letto nei pressi di Tasikmalaya.

Un paio di giorni sulla costa a Pangandaran e partenza per Yojakarta, citta’ dai colorati batik: quadri, abiti e tessuti disegnati a mano.

A Java la scelta del cibo aumenta e accantono il monotematico piatto a base di riso-pollo-verdure che mi ha accompagnato per Sumatra. Anche le condizioni delle strade migliorano, scorazzo dal templio di Borobudur alle pendici del vulcano Merapi, dalle spiagge di Baron al cratere del Bromo; da li il vulcano Ijen con i suoi portatori di zolfo, che scendono e risalgono dall’inferno talvolta con quasi un quintale di scaglie di zolfo, stipate in due ceste portate a spalla.

Arrivo all’estremo est di Java e l’attraversata a Bali e’ breve. Nonostante la vicinanza, le tradizioni delle due isole sono distanti e conservatrici; dalla cultura Islamica passo a quella Indu; moschee, veli e muezin  lasciano spazio a templi, sarong e mistici rituali. Il turismo dilaga sull’isola ma sono rimasti degli angoli di paradiso ancora poco conosciuti. Al porticciolo di Padangbai salgo sull’ultimo traghetto, quello che mi porta sull’isola di Lombok.

Spiaggia di Kuta-Lombok, sono alla fine del mio viaggio e a malincuore rivendo anche il terzo scooter. All’orizzonte solo mare, ma oltre quella linea ci sono Sumbawa, Komodo, Papua….

2.03.15 | 4.069 Commenti

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